Chi sono

Mi chiamo Giovanni Mameli. Per quasi vent'anni ho fatto l'avvocato tributarista. Nella primavera del 2021 mi sono cancellato dall'albo per prendere servizio alla Commissione europea. Avvocato, però, lo resterò per sempre.

Dal 2002 all'inizio del 2021 ho lavorato con lo Studio Legale Tributario Fantozzi & Associati. Mi sono occupato soprattutto dei profili europei e internazionali della fiscalità e dei punti in cui fisco e innovazione si incontrano. La parte del mestiere che mi appassionava di più, oltre alle arringhe in Cassazione o a Lussemburgo, era mettere il diritto al servizio di chi voleva innovare. Non parlo solo delle startup, ma anche delle imprese strutturate che cercavano di rinnovarsi.

Ho conseguito un dottorato di ricerca in Diritto tributario europeo alla Scuola Europea di Alti Studi Tributari dell'Università di Bologna. Ho fondato e coordino AiutidiStato.org e sono co-founder di Nordai, la startup che ha creato GeoNue. Ho fatto parte fino a qualche anno fa del Consiglio direttivo della Branch italiana dell'IFA, dove mi sono occupato di rilanciare presenza web e social media. In passato sono stato Segretario e poi Tesoriere del Circolo dei Giuristi Telematici, di cui resto associato.

Perché iAvvocato

Il blog è nato nel febbraio 2010. Quel giorno il decimo collega di studio era venuto a chiedermi quali app installare sull'iPhone appena comprato. Ho pensato che fosse più efficiente scrivere le cose una volta sola, per mia memoria e per chi potesse averne bisogno. Lo spirito è rimasto quello: un archivio di idee e scoperte dove diritto, fisco e tecnologia si incrociano.

Sulla tecnologia ho poche certezze ma solide. La prima è Apple: dal MacBook comprato negli Stati Uniti nel Natale 2007 (per dare gli ultimi tocchi al pesante file della tesi di dottorato senza i continui riavvii cui mi costringeva il pc) non sono più tornato indietro. Nel 2012 tutto lo studio, nelle sedi di Roma e Bologna, era passato a Mac e iPhone, e continuo a pensare che a Cupertino mi debbano un premio per l'opera di evangelizzazione. In Commissione sono tornato al PC per necessità, anche se M365 mi permette di lavorare sugli stessi documenti dal Mac o dall'iPad. Mi incuriosiscono anche l'open source, gli open data e i servizi di Google. Da qualche tempo, soprattutto, sperimento a fondo l'intelligenza artificiale, nel lavoro e nella vita privata, e la velocità dei suoi progressi continua a impressionarmi.

La seconda certezza è che l'innovazione, quando funziona, migliora il lavoro, riduce i costi della burocrazia, pubblica e privata, e può persino aiutare l'ambiente. Per questo il processo telematico italiano continua a infastidirmi anche ora che ho appeso la toga al chiodo. Accanto a e-curia della Corte di giustizia UE, i nostri processi telematici (al plurale, appunto) sembrano gli "smartphone" di prima del 2007.

Da Bruxelles

Oggi vivo e lavoro in Belgio, e il blog si è allargato di conseguenza. Accanto al diritto italiano e alla tecnologia trovano spazio i temi che un expat incontra ogni giorno: servizi pubblici digitali, documenti, stato civile, procedure che attraversano i confini, e gli strumenti che rendono tutto questo un po' meno faticoso.

A titolo personale

Quello che scrivo qui è un'opinione personale. Non rappresenta in alcun modo la posizione della Commissione europea né di altre istituzioni dell'Unione. Non è nemmeno un parere legale: non rispondo delle decisioni che i lettori prendano sulla base di quanto leggono su questo blog.

«La vera innovazione si diffonde senza bisogno d'aiuti, perché più comoda da usare dei metodi che rende obsoleti.»

Restiamo in contatto

Se vuoi commentare un articolo o parlare di diritto, fisco, tecnologia e vita da expat, mi trovi anche qui: