Chi segue questo blog da qualche anno (ammesso che qualcuno abbia resistito, visto quanto poco ho scritto ultimamente) avrà notato che qualcosa è cambiato: iAvvocato ha una veste grafica nuova e una struttura diversa. Una parte del merito, devo ammetterlo, va a ChatGPT Sites.

Divi, ovvero quando la semplicità smette di sembrare semplice

Per molti anni iAvvocato ha vissuto su WordPress, con Divi come page builder. Quando l'avevo scelto mi era sembrato (ed era) un passo avanti notevole: potevo costruire pagine, cambiarne l'aspetto e aggiungere funzioni senza scrivere una riga di codice, cosa che fino a qualche anno prima avrebbe richiesto competenze che non avevo. Funziona, tanto che quando ero nel direttivo l'avevo anche raccomandato per il rifacimento del sito dell'IFA ITALIA, e per un periodo mi sono anche divertito a usarlo (più per l'IFA che per il blog a dire il vero).

Poi mi sono trasferito a Bruxelles e cambiato vita (su questo scriverò di più a breve), sono uscito dal direttivo IFA e ho cominciato a scrivere sempre meno, mentre WordPress, Divi, i plugin e gli aggiornamenti restavano lì, ciascuno con la sua piccola manutenzione, evoluzione, le piccole cose da ricordare. Nulla di insormontabile; ma ogni volta che pensavo di riprendere il blog mi trovavo davanti a operazioni che qualche anno prima avrei considerato banali e che ora mi sembravano inutilmente laboriose.

Sarebbe ingiusto prendersela con Divi, che non era diventato più difficile. Ero io ad essermi abituato, con l'uso quotidiano dell'intelligenza artificiale, a ottenere gli stessi risultati con uno sforzo molto minore; e a quel punto aprire un'interfaccia visuale, cercare l'impostazione giusta, spostare un elemento, salvare, controllare e magari ricominciare da capo diventava (lo so, detto così sembra esagerato) fastidioso. Quando un'attività non è una tua priorità ma un hobby, come per me questo blog, basta un attrito anche piccolo per far pendere la bilancia verso il rinvio, la procrastinazione. Nel mio caso, di qualche anno.

L'esperimento

Qualche giorno fa ho provato ChatGPT Sites con un obiettivo modesto: capire se fosse possibile dare una rinfrescata al vecchio iAvvocato senza rimettere mano a WordPress. Ho indicato il sito originale, spiegato cosa volevo conservare e cosa avrei preferito cambiare, e ho chiesto di ricostruirlo.

Quello che è seguito somiglia più a una lunga conversazione che a un lavoro di sviluppo web: struttura delle pagine, presentazione degli articoli, homepage, logo, con richieste di modifica, alternative scartate e qualche ripensamento, senza mai aprire un editor di codice. Non tutte le proposte erano buone al primo colpo, e su alcune scelte grafiche ho dovuto insistere parecchio. Rispetto a Divi, però, potevo occuparmi del risultato che volevo e lasciare allo strumento il problema di come ottenerlo: prima dovevo imparare a costruire una pagina, adesso mi basta descriverla.

Il trasloco, e gli indirizzi da non perdere

La grafica, tutto sommato, era la parte facile. iAvvocato esiste dal 2010 e alcuni articoli, nel tempo, sono stati indicizzati dai motori di ricerca e ripresi da altri siti: non volevo ritrovarmi con un sito nuovo e un archivio di collegamenti che non portano più da nessuna parte.

Il dominio iavvocato.cloud era gestito da Aruba; andava collegato alla nuova piattaforma intervenendo sui record DNS e verificando i certificati. Il punto delicato, però, erano gli indirizzi degli articoli. Il vecchio WordPress usava prevalentemente URL del tipo?p=1956, mentre il nuovo sito li costruisce in forma leggibile, con titolo e identificativo. Una differenza apparentemente di dettaglio, che per un motore di ricerca, o per chi aveva salvato o condiviso un link, può voler dire non trovare più il contenuto.

È stata la parte che ha richiesto più attenzione e qualche tentativo in più. L'AI mi ha aiutato anche qui, ma non mi ha esonerato dal capire quali record modificare e dal controllare che il risultato fosse quello atteso. Quando si mette mano a un dominio è meglio sapere, almeno a grandi linee, cosa si sta facendo, chiunque suggerisca i passaggi.

L'effetto collaterale

Mi aspettavo di risparmiare tempo, e in effetti è successo. Quello che non mi aspettavo è di ritrovare la voglia di occuparmi del blog.

Per anni la manutenzione è stata un pedaggio da pagare prima di arrivare alla parte interessante, cioè scrivere. Con Sites quella distinzione si è quasi dissolta: se qualcosa non mi convince lo chiedo, ne discuto, provo una variante; se mi viene in mente una nuova sezione, non devo prima calcolare quanto tempo mi porterà via.

Il lavoro editoriale, ovviamente, resta, e anzi diventa più visibile: un conto è pubblicare, un altro avere qualcosa da dire. L'AI mi aiuta a organizzare il sito, a lavorare sulle bozze, a scovare errori; le idee e il giudizio restano da mettere di testa mia. Quello che ha fatto, e non è poco, è togliere di mezzo una quantità sorprendente di piccoli ostacoli che, sommati, finivano per scoraggiarmi.

Dall'avvocato nella nuvola al blog rifatto con l'AI

Quando ho aperto iAvvocato, buona parte di quello che scrivevo riguardava gli strumenti digitali che potevano semplificare il lavoro dei professionisti: i primi anni di smartphone e iPad come strumenti di lavoro per l'avvocato in movimento, il cloud, la fattura elettronica, la gestione documentale, l'ipertrofico sistema italiano dei processi telematici e le sue (purtroppo ancora attuali) follie. Oggi mi ritrovo a sperimentare sul blog stesso una nuova generazione di strumenti, che accorcia ulteriormente la distanza tra un'idea e la sua realizzazione.

Non so quanto durerà questa nuova fase, né quanto riuscirò a scrivere. Nel frattempo è cambiata anche la mia vita professionale, e con essa si è allargato l'elenco degli argomenti di cui mi occuperò. Qualche indizio sulla mia nuova vita e su questa nuova direzione è già evidente per chi ha letto il "chi sono", oppure dal post sulla trascrizione degli atti di stato civile, che ha preceduto questo e che ha di fatto segnato la transizione dalla vecchia veste grafica alla nuova. Ne parlerò però più diffusamente nel prossimo post.

Intanto, dopo anni passati a trovare buone ragioni per rimandare, ho rimesso mano al blog. E questa volta senza dover reinstallare nemmeno un plugin.

Commenti, critiche e suggerimenti, anche sulla nuova grafica, sono benvenuti.